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Giorno dopo Giorno
Storie per riflettere

Malelingue

C'era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino. Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo e partirono tutti e tre con il loro asino.

Arrivati nel primo paese, la gente commentava: "Guardate quel ragazzo quanto è maleducato...lui sull'asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano" . Allora la moglie disse a suo marito: "Non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio". Il marito lo fece scendere e salì sull'asino.

Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: "Guardate che svergognato quel tipo...lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l'asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa". Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l'asino.

Arrivati al terzo paese, la gente commentava: "Pover'uomo! dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino. e povero figlio. chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!". Allora si misero d'accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull'asino percominciare nuovamente il pellegrinaggio.

Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese:"Sono delle bestie, più bestie dell'asino che li porta. gli spaccheranno la schiena!". Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all'asino.

Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: "Guarda quei tre idioti; camminano, anche se hanno un'asino che potrebbe portarli!"

Morale: Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei….

...vivi come credi...

...fai quel che ti dice il cuore...

...ciò che vuoi...

...una vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali….

Canta, ridi, balla, ama... e vivi intensamente ogni momento della tua vita... prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi.

Donne


Anche se non pratica del lago, la moglie di un pescatore decide di uscire in barca. Accende il motore e si spinge ad una piccola distanza; spegne, butta l’ancora e si mette a leggere il suo libro.

Arriva una guardia forestale in barca. Si avvicina e le dice:

– Buongiorno, Signora, che cosa sta facendo?
– Sto leggendo un libro, risponde lei (pensando “non è forse ovvio?!”).
– Lei si trova in una zona di pesca vietata, aggiunge la guardia.
– Mi dispiace, agente, ma non sto pescando. Sto leggendo.
– Sì, ma ha tutta l’attrezzatura. Per quanto ne so, potrebbe cominciare in qualsiasi momento. Devo portarla con me e fare rapporto.
– Se lo fa, agente, dovrò denunciarla per molestia sessuale, dice la donna.
– Ma se non l’ho nemmeno toccata!, ribatte la guardia forestale.
– Questo è vero, ma possiede tutta l’attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento.
– Le auguro buona giornata, Signora, e la guardia se ne va.

MORALE: Mai discutere con una donna che legge: è probabile che sappia anche pensare.

Apprezza il presente


Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.

Ad uno dei due uomini era permesso mettersi seduto per un'ora ogni pomeriggio in modo da permettere il drenaggio dei fluidi dal suo corpo ed il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza.

L'altro uomo invece doveva restare sempre sdraiato.

Col passare dei giorni  i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli, delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.

Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere e l'altro paziente cominciò a vivere per quelle ore in cui la sua sofferenza veniva lenita dai colori del mondo esterno.

La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto dove Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua, mentre i bambini facevano  navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza.

Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.

In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse vedere la banda, poteva sentirla e vederla con gli occhi della sua mente, così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva. Passavano i giorni e le settimane.

Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.

Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.

Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno, voltandosi  lentamente per guardare fuori.

Essa si affacciava su un muro bianco...

L'uomo, allora, chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra.

L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro:'Forse, voleva farle coraggio..' disse.

Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata!!
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. L'oggi è un dono, e per questo motivo che si chiama 'presente'.

Prova a cambiare




Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:

«Sono cieco, aiutatemi per favore»

Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase

Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.

Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.

Il pubblicitario rispose:

"Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo".

Sorrise e se ne andò.

Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:

«Oggi è primavera e io non posso vederla».

Morale:

Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.

Solitudine

Fai conto di essere una maratoneta.

Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche.

Ad un certo punto capisci di avere una buona gamba, un bel passo, di poter andare più veloce, e allora decidi di seguire questa tua forza. Di convertirti al tuo talento.

Dopo un po' che corri, ti accorgi di aver staccato il gruppo. Ti giri e ti scopri sola.

Loro sono indietro, tutti insieme che ridono, e tu sei sola con te stessa. Siccome non riesci a reggere questa solitudine, rallenti finché il gruppo ti raggiunge e, negando il tuo talento, fingi di essere come loro. Rimani nel gruppo.

Ma tu non sei così, non sei come loro. Infatti anche lì in mezzo ti senti comunque sola."


Fabio Volo

Perchè ci vogliono le regole in una societa' civile.


C’era una volta un complesso di sette strumenti musicali: erano un pianoforte, un violino, una chitarra classica, un flauto, un sassofono, una cornetta e una batteria.

Vivevano nella medesima stanza, ma non andavano d’accordo. Erano così orgogliosi che ognuno pensava di essere il re degli strumenti e di non aver bisogno degli altri. Non solo, ma ciascuno voleva suonare le melodie che aveva nel cuore e non accettava di eseguire uno spartito. Tutti ritenevano ciò una imposizione intollerabile che violava la loro libertà di espressione.

Quando al mattino si svegliavano ognuno cominciava a suonare liberamente le proprie melodie e per superare gli altri usava i toni più forti e violenti. Risultato: un inferno di caotici rumori.

Una notte capitò che la batteria non riuscisse a chiudere occhio per il nervoso. Per passare il tempo cominciò a scatenarsi con le sue percussioni. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Per la prima volta tutti gli strumenti si trovarono d’accordo su una cosa: la decisione di andare ognuno per conto suo.

Stavano per uscire quando alla porta bussò una bacchetta con uno spartito in cerca di strumenti da dirigere.

Parlando con garbo e diplomazia chiese loro di fare una nuova esperienza, quella di suonare ognuno secondo la propria natura, ma con note, ritmi e tempi armonizzati.

“Con un occhio guardate lo spartito, con l’altro i miei cenni, dopo che avrò dato il via, disse la bacchetta”.

Un po’ perché erano molto stanchi del caos in cui vivevano, un po’ per la curiosità di fare una nuova esperienza, accettarono.

Si misero a suonare con passione dando ognuno il meglio di se stesso e con una obbedienza totale alla bacchetta… magica.

A mano a mano che andavano avanti si ascoltavano l’un l’altro con grande piacere. Quando la bacchetta fece il cenno della fine un’immensa felicità riempiva il loro cuore: avevano eseguito il famoso Inno alla gioia di Beethoven.



Cosa mi dice questa storia :

L'essere umano non e' nato per vivere da solo, dunque per vivere in una comunita' sono importantissime le regole che comportano diritti e doveri. La liberta' assoluta non puo' che andare a ledere la liberta' degli altri, per cui e' necessario trovare dei compromessi affinche' si rispettino gli altri ed al tempo stesso gli altri rispettino noi,

Da qui l'importanza dell'insegnamento dell'educazione civica, sin dai primi mesi di vita da parte dei genitori , della scuola e della comunita'.

Chi urla forte pretendendo i propri diritti in genere e' proprio chi i diritti degli altri li calpesta, accecato dal proprio IO nemmeno se ne rende conto...

Come chi racconta tutto fiero che la fa in barba allo stato evadendo, non si rende conto che lo stato sono gli altri ed arreca loro danni, magari al proprio vicino che tanto gli e' simpatico e che non riesce a tirare a fine mese ma paga fino all'ultimo soldo le proprio tasse.

O come chi si aggrappa alla liberta' di espressione  infangando altre persone e segnandole per la vita, pur risultando esse innocenti...

E chi tiene alto il volume della televisione o dello stereo, sbatte le sedie, urla  a tutte e ore del giorno, che succederebbe se il vicino facesse come lui? e se tutti i condomini lo facessero?


Insomma, non pensiamo sempre col nostro ego, ma proviamo a metterci sempre dall'altra parte e vedere se saremmo felici che qualcuno ci faccia quello che noi stiamo facendo.

Dilia

E' una parola....



Ci sono tre ragioni nella giornata per essere felici e sorridere.

La prima ragione è quando mi sveglio,
perché ho tutta una giornata davanti a me
per fare bene tutto ciò che non ho potuto fare ieri
e quindi sono felice.

La seconda ragione è a mezza giornata,
perché, se non sono riuscito a fare molto,
ho ancora davanti a me una mezza giornata per migliorare
e me ne rallegro.

La terza ragione è alla sera,
perché la giornata è finita :
se è andata bene sono felice,
se invece è andata male sono felice che sia finita.

Storiella cinese

Questa è la storia di 4 persone chiamate OGNUNO, QUALCUNO, CIASCUNO E NESSUNO.
  C’era un lavoro importante da fare e OGNUNO era sicuro che QUALCUNO l’avrebbe fatto. CIASCUNO avrebbe potuto farlo ma NESSUNO lo fece. QUALCUNO si arrabbiò perché era un lavoro di OGNUNO.

OGNUNO pensò che CIASCUNO poteva farlo, ma NESSUNO capì che OGNUNO non l’avrebbe fatto. Finì che OGNUNO incolpò QUALCUNO perché NESSUNO fece ciò che CIASCUNO avrebbe potuto fare.”

Storiella con morale

Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno».

Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.

C'era una grandissima tavola rotonda.

Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.

Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca.

Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.

Avevano tutti l'aria affamata.

Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.

Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.

Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: «Hai appena visto l'Inferno».

Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.

Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina.

Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.

Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.

Il sant'uomo disse a Dio: «Non capisco!»

È semplice, rispose Dio, essi hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri!

I primi, invece, non pensano che a loro stessi... Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura...

La differenza la portiamo dentro di noi!

Messaggio ai giovani....


Bill Gates ha recentemente tenuto un discorso in un liceo negli Stati Uniti.
Ha parlato di 11 regole che non si imparano sui banchi di scuola
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Regola 1: La vita non è giusta, è meglio farci l'abitudine in fretta.

Regola 2: Il mondo non ha nulla a che fare con stima di voi stessi. Il mondo si aspetta che riusciate in qualcosa prima di sentirvi bene con voi stesso.

Regola 3: non guadagnerete $ 60 000 all’anno quando uscirete dal liceo. Non sarrete Vice-Presidente della società con tanto di auto aziendale con tanto di telefono incorporato prima di meritarlo.

Regola 4: Se pensate che il vostro insegnante è duro, aspettate di avere un padrone e vedrete.

Regola 5: Far cuocere degli hamburgers non insulta la vostra dignità (lavorando al MacDonalds! I vostri nonni avevano un termine diverso per definirlo : opportunità.

Regola 6: Se vi annoiate e non sapete cosa fare non è colpa dei vostri genitori. Quindi smettetela di lamentarvi, ma imparate a partire dai vostri errori.

Regola 7: Prima che voi nasceste, i vostri genitori non erano così noiosi come ora. Sono diventati così a furia di pagare i vostri conti, pulire i vostri vestiti e a forza di sentirvi quanto siano o meno buoni genitori. Quindi, prima di tentare di salvare la foresta vergine dai parassiti della generazione dei vostri genitori ', iniziate piuttosto a pulire la vostra camera.

Regola 8: Le scuole con un nuovo approccio didattico pussono avere eliminato le etichette di "vincitori" e "perdenti", ma nella vita reale non è così! In alcune scuole hanno eliminato i voti sotto alla media e vi vengono date tante possibilità per trovare la risposta desiderata. Questo è lontanissimo dalla vita lavorativa e sociale!

Regola 9: La vita non è divisa in trimestri. Bisogna lavorare anche d'estate e pochi sono i datori di lavoro interessati al vostro sviluppo personale. Lavorateci su da soli nel tempo libero.

Regola 10: La televisione non è la vita reale. Nella vita reale, la persone devono correre a lavorare.

Regola 11: Siate gentili con i secchioni. È molto probabile che un domani vi ritroviate a lavorare per uno di loro!

Morale zen

Un cavallo depresso si sdraia e non vuole più saperne di rialzarsi.
Il fattore disperato, dopo aver provato di tutto, chiama il veterinario.
Questi, arrivato in loco, visita l'animale e dice al fattore:

"Casi così sono gravi; l'unica è provare per un paio di giorni a dargli queste pillole:
Se non reagisce sarà necessario abbatterlo".

Il maiale ha sentito tutto e corre dal cavallo:

"Alzati, alzati, altrimenti butta male!!!"

Ma il cavallo non reagisce e gira la testa di lato.
Il secondo giorno il veterinario torna e somministra nuovamente le pillole, dicendo poi al fattore:

"Non reagisce: aspettiamo ancora un po', ma credo non ci sia alcunchè da fare."

Il maiale ha sentito tutto e corre ancora dal cavallo

"Devi ASSOLUTAMENTE reagire: guarda che altrimenti sono guai!!!".

Ma il cavallo niente.
Il terzo giorno il veterinario verifica l'assenza di progressi e, rivolto al fattore:

"Dammi la carabina: è ora di abbattere quella povera bestia."

Il maiale corre disperato dal cavallo:

"Devi reagire, è l'ultima occasione, ti prego, stanno per ammazzarti!!!"

Il cavallo allora si alza di scatto e comincia a correre, saltare gli ostacoli ed accennare passi di danza.
Il fattore è felicissimo e rivolto al veterinario gli dice:

"Grazie... Grazie!!! Lei è un medico meraviglioso, ha fatto un miracolo!
Dobbiamo assolutamente fare una grande festa: Su, presto, ammazziamo il maiale!!!"


Morale Zen:

FATTI SEMPRE GLI AFFATI TUOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Vogliamoci bene

Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant'anni vuole piantare delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età.

Il suo unico figlio, Ahmed, sta studiando in Francia.

Il vecchio manda una e-mail a suo figlio spiegandogli il problema:

"Caro Ahmed sono molto triste perchè non posso piantare patate nel mio giardino quest'anno, sono troppo vecchio per arare la terra.
Se tu fossi qui tutti i miei problemi sarebbero risolti.
So che tu dissoderesti la terra e scaveresti per me.
Ti voglio bene. Tuo padre."

Il giorno dopo il vecchio riceve una e.mail di risposta da suo figlio:

"Caro papà, per tutto l'oro del mondo non toccare la terra del giardino!
Lì è dove ho nascosto ciò che tu sai... Ti voglio bene anch'io. Ahmed".

Alle 4 della mattina seguente arrivano la polizia, gli agenti dell'FBI, della CIA, gli SWAT, i RANGERS, i MARINES, Steven Seagal, Silvester Stallone, Arnold Shwarzenegger ed i massimi esponenti del Pentagono che rivoltano il giardino come un guanto, cercando materiale per costruire bombe,antrace o qualsiasi altra cosa.
Non trovando nulla, se ne vanno con le pive nel sacco....
Lo stesso giorno l'uomo riceve una mail da suo figlio:

"Caro papà, sicuramente la terra adesso è pronta per piantare le patate.
Questo è il meglio che ho potuto fare date le circostanze.
Ti voglio bene Ahmed."

Non illuderti!

Un macellaio stava lavorando nel suo negozio e si sorprese quando vide entrare un cane. Lo cacciò ma il cane tornò subito.
Cercò quindi di mandarlo via, ancora ma si rese conto che il cane aveva un foglio in bocca.

Prese dunque il foglio e lo lesse:

" Mi potrebbe mandare 12 salsicce e tre bistecche di manzo per favore? "

Il macellaio notò pure che il cane aveva in bocca un biglietto da 50 euro.

Così prese le salsicce e le bistecche e le mise insieme in una borsa che mise nella bocca del cane.

Il macellaio rimase molto colpito e, siccome, era già ora di chiudere il negozio,decise di seguire il cane che stava scendendo la strada con la borsa tra i denti.

Quando il cane arrivò ad un incrocio, lasciò la borsa sul marciapiede, si alzò sulle zampe posteriori e con una delle anteriori schiacciò il bottone dei pedoni per cambiare il segnale del semaforo.

Prese di nuovo la borsa ed aspettò pazientemente che il semaforo desse il via ai pedoni.

Allora attraversò la strada e camminò fino ad una fermata del bus, mentre il macellaio stupefatto lo seguiva da vicino.

Alla fermata il cane guardò verso la mappa delle rotte e degli orari e si sedette sul marciapiede ad aspettare il suo bus.

Arrivò uno che non era il suo, ed il cane non si mosse.

Arrivò dunque un altro bus ed il cane dopo aver visto che era quello giusto, salì dalla porta posteriore, affinché il conduttore non lo potesse vedere.

Il macellaio, a bocca aperta, lo seguì.

All'improvviso il cane si alzò sulle zampe posteriori e toccò il campanello della fermata, sempre con la borsa tra i denti.

Quando il bus si fermò, il cane scese, ed anche il macellaio, ed entrambi camminarono per la strada finché il cane si fermò a una casa.

Posò la borsa sul marciapiede, e riprendo la rincorsa, si lanciò contro la porta.

Ripeté l'azione diverse volte, ma nessuno gli aprì la porta.

Allora il cane fece il giro della casa, saltò un recinto, si avvicinò ad una finestra e, con la testa, colpì diverse volte il vetro.

Ritornò alla porta, che si aprì e comparse un uomo che cominciò a picchiare il cane.

Il macellaio corse verso l'uomo e gridò:

" Santo cielo, che cosa sta facendo? Il suo cane é un genio!

L'uomo irritato rispose:

" Un genio??? Questa é la seconda volta nella settimana che questo stupido dimentica le chiavi!!! "


Morale: PUOI SEMPRE SUPERARE LE ASPETTATIVE MA DAVANTI AGLI OCCHI DEL TUO CAPO SARAI SEMPRE AL DI SOTTO DELLE SUE ATTESE!!!

Diventerai l'uomo delle pulizie?

Un disoccupato sta cercando lavoro come uomo delle pulizie alla Microsoft.
L'addetto del dipartimento del personale per valutarlo gli fa scopare il pavimento, poi lo intervista e alla fine gli dice:

"Sei assunto, dammi il tuo indirizzo di e-mail, così ti mando un modulo da riempire insieme al luogo e alla data in cui ti dovrai presentare per iniziare."

L'uomo, sbigottito, risponde che non ha il computer, né tanto meno la posta elettronica.

Il tipo gli risponde che se non ha un indirizzo e-mail significa che virtualmente non esiste e quindi non gli possono dare il lavoro.

L'uomo esce disperato, senza sapere cosa fare e con solo 10 dollari in tasca.

Decide allora di andare al supermercato e comprare una cassa di dieci chili di pomodori.

Vendendo porta a porta i pomodori in meno di due ore riesce a raddoppiare il capitale e ripetendo l'operazione si ritrova con centosessanta dollari.

A quel punto realizza che può sopravvivere in quella maniera, parte ogni mattina più presto da casa e rientra sempre più tardi la sera e ogni giorno raddoppia o triplica il capitale.

In poco tempo si compra un carretto, poi un camion e in un batter d'occhio si ritrova con una piccola flotta di veicoli per le consegne.

Nel giro di cinque anni il tipo è proprietario di una delle più grandi catene di negozi di alimentari degli Stati Uniti.

Allora pensa al futuro e decide di stipulare una polizza sulla vita per lui e la sua famiglia.

Contatta un assicuratore, sceglie un piano previdenziale e quando alla fine della discussione l'assicuratore gli chiede l'indirizzo e-mail per mandargli la proposta.

Lui risponde che non ha né computer né e-mail.

"Curioso - osserva l'assicuratore - avete costruito un impero e non avete una e-mail, immaginate cosa sareste se aveste avuto un computer!".

L'uomo riflette e risponde:

"Sarei l'uomo delle pulizie della Microsoft".


MORALE:
Se hai letto questa storia vuol dire che hai una e-mail.
Quindi hai più possibilità di diventare uomo delle pulizie che miliardario?...

Saggezza

C'era un Sultano a cui era morto il fedele contabile, e quindi dopo aver preso consiglio dai ministri, mandò i banditori in giro per cercare un nuovo amministratore della sua ricchezza.

Si presentarono diverse persone, e furono condotte alla presenza del Sultano, il quale li condusse alla camera del tesoro, e li lasciò per qualche minuto da soli.

Successivamente, il Sultano richiamò gli aspiranti, e dopo aver battuto le mani, fece venire i musici, quindi disse a loro "Su, ballate!"

Tutti gli aspiranti ballavano male, con le braccia strette al petto, e lentamente: solo uno di essi saltava e danzava con vigore e piacere di ciò che faceva. Visto ciò, il Sultano chiamò i ministri e le guardie, e disse a quello che ballava "Tu sarai il mio nuovo contabile, in quanto a loro" indicando gli altri aspiranti "vengano decapitati!"

Il vizir del Sultano chiese allora "come mai è questa la vostra scelta, mio Sultano?" ed egli rispose "Vedi, mio fedele vizir, questi uomini hanno rubato l'oro dalla camera dove li ho lasciati, e così quando ballavano avevano paura che le monete nascoste cadessero" poi indicò il nuovo contabile "ma quest'uomo invece è stato fedele ed onesto, e non ha rubato: infatti lui ballava sciolto, poichè non aveva niente che lo impedisse"

Così andò che quell'uomo divenne il nuovo contabile del Sultano, e visse sempre onorato e benvoluto.

Il Nibbio ed il serpente - ESOPO

snake

Un giovane serpentello se ne andava tranquillo strisciando fra una pietra e l'altra, godendosi i caldi raggi del primo sole primaverile. L'aria era tiepida e carica di un buon profumo di fiori e ogni animale si sentiva rasserenato da quel clima dolce. Il piccolo serpente si muoveva piano nel prato quando all'improvviso una spaventosa ombra si proiettò sul suo cammino. L'animale preoccupato alzò il testino per guardare da dove provenisse la macchia scura e solo allora scopri che un terribile nibbio stava puntando dritto dritto su di lui!

Il poverino non ebbe nemmeno il tempo di scappare perché in un lampo il volatile gli piombò addosso afferrandolo con il becco. Il serpente fu, così, sol levato in cielo da quel rapace che, senza avere pietà per le sue grida volò via il più velocemente possibile.

"Lasciami andare!" Implorava lo sfortunato animaletto "Non ti ho fatto niente!" Ma il nibbio non l'ascoltò neppure.

A quel punto il serpentello si rivoltò su se stesso e con un'abile mossa diede un morso al suo nemico. Finalmente il volatile colpito dal veleno della sua preda fu costretto ad aprire il becco liberando il serpente che cadde a terra senza farsi male Il nibbio invece, con la vista annebbiata e senza più forze a causa del morso velenoso, precipitò sul terreno a peso morto riportando parecchie ferite.

Quando il volatile era ancora stordito, il serpentello gli si avvicinò e gli disse:

"Ben ti sta! Io non volevo farti del male ma tu mi ci hai costretto e adesso ne paghi le conseguenze!"

Trascorsero due giorni interi prima che il nibbio potesse riprendere a volare ma, a partire da quella volta egli si tenne sempre ad una certa distanza da tutti i serpenti!


MORALE: Chi si dimostra prepotente e malvagio prima o poi paga di persona per le sue cattiverie.

Val la pena essere "Formica"?

Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica produttiva e felice.

Là trascorreva i suoi giorni, lavorando e canticchiando una vecchia canzone d'amore.

Era produttiva e felice ma, ahimè, non era supervisionata.

Il Calabrone, gestore generale, considerò la cosa impossibile e creò il posto di supervisore, per il quale assunsero uno Scarafaggio con molta esperienza.

La prima preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l'ora di entrata e di uscita e preparò pure dei bellissimi report.

Ben presto fu necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi assunsero una Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupò del telefono.

E intanto la formica produttiva e felice lavorava e lavorava.

Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report dello Scarafaggio supervisore, e così finì col chiedere anche quadri comparativi e grafici, indicatori di gestione ed analisi delle tendenze.

Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del supervisore e fu necessario un nuovo computer con stampante a colori.

Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue melodie e cominciò a lamentarsi di tutto il movimento di carte che c'era da fare.

Il Calabrone, gestore generale, pertanto, concluse che era il momento di adottare delle misure: crearono la posizione di gestore dell'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.

L'incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio e fece comprare una poltrona speciale. Il nuovo gestore di area - chiaro ebbe bisogno di un nuovo computer e quando si ha più di un computer è necessaria una Intranet.

Il nuovo gestore ben presto ebbe bisogno di un assistente (Remora, già suo aiutante nell'impresa precedente), che l'aiutasse a preparare il piano strategico e il budget per l'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.

La Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva più irascibile. "Dovremo commissionare uno studio sull'ambiente lavorativo, un giorno di questi", disse la Cicala.

Ma un giorno il gestore generale, al rivedere le cifre, si rese conto che l'unità, nella quale lavorava la Formica produttiva e felice, non rendeva più tanto.

E così contattò il Gufo, prestigioso consulente, perché facesse una diagnosi della situazione.

Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un cervellotico report di vari volumi e di vari milioni di euro, che concludeva: "C'è troppa gente in questo ufficio." E così il gestore generale seguì il consiglio del consulente e licenziò la Formica incazzata, che prima era produttiva e felice.

MORALE:

Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice. E' preferibile essere inutile e incompetente. Gli incompetenti non hanno bisogno di supervisori, tutti lo sanno.

Se, nonostante tutto, sei produttivo, non dimostrare mai che sei felice. Non te lo perdoneranno.

Inventati ogni tanto qualche disgrazia, cosa che genera compassione.

Pero', se nonostante tutto, ti impegni ad essere una Formica produttiva e felice, mettiti in proprio, almeno non vivranno sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche, cicale, remore e gufi.

Questo maledetto francese


Quando avevo otto anni mi trasferii a Torino proveniente dalla Calabria. La mia famiglia, come tante altre famiglie del Sud, cercava lavoro. Difficile fu trovare casa perché le famiglie numerose piacevano poco, tanto più se meridionali. Noi bambini stavamo tutto il giorno chiusi per non disturbare fino a quando furono proprio i vicini ad invitarci ad unirci a loro sfatando quanto sopra.

Grande problema era comunque la lingua perché non sapevamo una parola d’italiano; (in famiglia parlavamo esclusivamente calabrese mentre fuori eravamo attorniati da compagni che parlavano italiano ma anche piemontese e veneto). Dovetti ripetere l’anno di terza elementare proprio a causa dell’italiano. Naturalmente, con la facilità che hanno i bambini d’apprendere imparai la lingua di Dante ma anche il piemontese che, se non parlo proprio bene capisco perfettamente.

Dopo aver frequentato la scuola per infermieri ed aver lavorato per otto anni in un ospedale di Torino immigrai nuovamente e questa volta in Valle d’Aosta ove risiedeva mio marito. Naturalmente chiesi il trasferimento ma... non sapevo il francese !!!! quindi …trasferimento negato.

Mi “arrabbiai” moltissimo e confesso che dentro di me vi fu una vera ribellione - qui siamo in Italia, perché devo parlare francese? - mi dicevo. Poi ecco il “patois” anch’esso incomprensibile e mi venne voglia di fuggire. Passato un pò di tempo incominciai con le prime amiche, alcune delle quali parlavano in dialetto tra di loro e poiché, spesso traducevano i loro discorsi, non mi sentii troppo lasciata in disparte, imparandolo anche un po’. Un giorno mi venne voglia di protestare per il francese, causa della mia mancata operosità fuori casa.

Amavo il mio lavoro da infermiera ed ho sempre ritenuto un grosso torto quello di impedirmi di lavorare, per una lingua straniera poi! Avevano un ben da dire le mie amiche valdostane che difendevano il francese facendolo passare per la lingua madre, io sentivo parlare tutti in italiano! Poiché di natura sono tenace mi venne voglia di documentarmi anche solo per poter eventualmente controbattere.

Imparai così che il francese venne dichiarato lingua ufficiale scritta in Valle d’Aosta dal 1561 in sostituzione del latino (Sorpresa…prima dei francesi) e che venne insegnato già all’inizio del XVIIo secolo nel Collegio Saint Benin di Aosta.

De là est sortie toute la classe valdôtaine ecclésiastique et laïque, jusqu’à la fin du XIXe siècle, et son influence, comme centre de formation de la coscience civique vadôtaine est d’un incalculable valeur (Lin Colliard- particularisme valdôtain).

Seppi anche che il popolo valdostano vide, durante il fascismo eliminare il francese sopprimendo inizialmente le scuole nei villaggi poi le insegne in francese o bilingue e cambiati ad Aosta i nomi delle vie. Verso gli anni ‘25-’30 gli atti di Stato Civile dovettero essere redatti forzatamente in italiano (con grave difficoltà degli addetti che li avevano sempre scritti in francese) e nel 1929 anche i nomi dei Comuni incominciarono ad essere tradotti (Quarto Pretoria, Villanova Baltea, Aimavilla, San Desiderio Terme, Dovia, Alleno, Gignodo ecc.

Si incominciò anche coi nomi propri e così Souvenir divenne Ricordo ecc.

C. Madaffari -fonte



Morale, prima di giudicare, bisogna sempre informarsi e conoscere, tanto di cappello alla signora che si è inserita benissimo, rispettando la nostra cultura e penso che a sua volta sia stata ben accettata da noi.

Il sultano


C'era un Sultano a cui era morto il fedele contabile, e quindi dopo aver preso consiglio dai ministri, mandò i banditori in giro per cercare un nuovo amministratore della sua ricchezza.

Si presentarono diverse persone, e furono condotte alla presenza del Sultano, il quale li condusse alla camera del tesoro, e li lasciò per qualche minuto da soli.

Successivamente, il Sultano richiamò gli aspiranti, e dopo aver battuto le mani, fece venire i musici, quindi disse a loro "Su, ballate!"

Tutti gli aspiranti ballavano male, con le braccia strette al petto, e lentamente: solo uno di essi saltava e danzava con vigore e piacere di ciò che faceva. Visto ciò, il Sultano chiamò i ministri e le guardie, e disse a quello che ballava "Tu sarai il mio nuovo contabile, in quanto a loro" indicando gli altri aspiranti "vengano decapitati!"

Il vizir del Sultano chiese allora "come mai è questa la vostra scelta, mio Sultano?" ed egli rispose "Vedi, mio fedele vizir, questi uomini hanno rubato l'oro dalla camera dove li ho lasciati, e così quando ballavano avevano paura che le monete nascoste cadessero" poi indicò il nuovo contabile "ma quest'uomo invece è stato fedele ed onesto, e non ha rubato: infatti lui ballava sciolto, poichè non aveva niente che lo impedisse"

Così andò che quell'uomo divenne il nuovo contabile del Sultano, e visse sempre onorato e benvoluto.


io aggiungerei che chi ha piacere in cio' che fa, lo fara' sempre al meglio! (cosa che sfugge a molti datori di lavoro)

Le donne

Le ragazze sono come le mele sugli alberi.
Le migliori sono sulla cima dell'albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché hanno paura di cadere e ferirsi. 
In cambio, prendono le mele marce che sono cadute a terra, e che, pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere.
Perciò le mele che stanno sulla cima dell'albero pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà

Esse sono grandiose. Semplicemente devono essere pazienti e aspettare che l'uomo giusto arrivi, colui che sia così coraggioso da arrampicarsi fino alla cima dell'albero per esse. 


Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà bisogno di noi e ci ama farà di TUTTO per raggiungerci.

La donna uscì dalla costola dell'uomo,
non dai piedi per essere calpestata,
nè dalla testa per essere superiore.
Ma dal lato per essere uguale,
sotto il braccio per essere protetta,
e accanto al cuore per essere amata.

LA VOLPE E IL LEONE.

Quella mattina una volpe se ne andava tranquilla per i prati rifioriti dopo la brutta stagione invernale. I profumi della natura le solleticavano le nari accarezzandole la fantasia, permettendole di sognare paesi lontani, belli e sconosciuti.

All'improvviso la sua attenzione venne richiamata da un violento ruggito.Era un verso che non aveva mai sentito e, terrorizzata, fuggì a nascondersi dietro ad un cespuglio. Da li poté vedere, riparata tra le foglie, il terribile animale che aveva emesso quel suono: si trattava di un leone, una bestia a lei sconosciuta. Spaventata, la povera volpe, scappò via il più velocemente possibile.

Trascorsero un paio di giorni tranquilli dopo quel brutto incontro che sembrava quasi essere stato dimenticato, quando, d'un tratto, la piccola volpe si imbatté ancora nel leone. Questa volta il Re della foresta le apparve proprio davanti ostacolandole il cammino. Essa, impaurita, iniziò a tremare come una foglia senza tuttavia fuggire ma rimanendo ferma al suo posto fino a quando il leone non si fu allontanato.

La terza volta che la volpe si imbatté in quel grosso e possente animale dal risonante ruggito, scoprì che il proprio timore nei suoi confronti andava pian piano assopendosi.

Così, durante il successivo incontro con il leone, si dimostrò molto più calma e riuscì persino a guardarlo bene dentro agli occhi salutandolo con un cordiale 'buongiorno!".

Infine, quando ebbe ancora modo di vederlo, la volpe provò a parlargli e riuscì finalmente a scoprire in lui doti come il coraggio e l'intelligenza.

Da quel giorno non si stancò mai di ascoltarlo sicura che, dall'esperienza di un animale così astuto e bravo cacciatore, avrebbe tratto solo vantaggi.


(Fiaba di Esopo)

Se imparassimo a conoscere ciò che ci spaventa, riusciremmo a superare le nostre paure.

Quello che metti nella vita degli altri tornerà a riempire la tua

Un giorno un'insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po' di spazio sotto ogni nome. Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla. Ci volle tutto il resto dell'ora per finire il lavoro, ma all'uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.

Quel sabato l'insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.

Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l'intera classe stava sorridendo. 'Davvero?' sentì sussurrare. 'Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!' e 'Non pensavo di piacere tanto agli altri' erano le frasi più pronunciate.. Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l'avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l'esercizio era servito al suo scopo. Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.

Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo... La chiesa era riempita dai suoi amici. Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l'insegnante fu l'ultima a salutare la salma. Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò 'Lei era l'insegnante di matematica di Mark?'.

Lei annuì, dopodiché lui le disse 'Mark parlava di lei spessissimo' Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante. 'Vogliamo mostrarle una cosa', disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca. 'Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo' Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte. L'insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui. Grazie mille per averlo fatto, disse la madre di Mark. 'Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro'.

Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charly sorrise timidamente e disse 'Io ho ancora la mia lista. E' nel primo cassetto della mia scrivania a casa'. La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell'album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario. Poi Vicky, un'altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po' consumata, mostrandola al gruppo. 'La porto sempre con me, penso che tutti l'abbiamo conservata'. In quel momento l'insegnante si sedette e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l'avrebbero più rivisto.


Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l'altro. E non sappiamo quando accadrà. Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e importanti.

Diteglielo prima che sia troppo tardi. Quello che metti nella vita degli altri tornerà a riempire la tua.

Parole sagge

Ti voglio per amico

Ti voglio per amico
ed è importante per me che tu lo sappia.
Però, anche se tu non lo sapessi e non ti interessasse saperlo,

ti vorrei bene lo stesso!
Non ti voglio bene per me, ti voglio bene per te!

Non sei una persona che voglio possedere,

sei una persona che voglio vedere sbocciare ogni giorno di più.
Se avrai tempo per me, sarò felice di stare insieme a te.

Se sarai occupato e non mi vorrai accanto, cercherò di capire.

Se cercherai il mio tempo, farò in modo di sbrigarmi,

perché immagino che non mi cercheresti senza una ragione:
per me la tua ragione sarà sempre importante.
Se vuoi piangere, ti offro le mie spalle.

Se vuoi urlare contro il mondo ti offro la mia voce,
se vuoi sorridere, ci sarò anch'io a sorridere con te.

Se vuoi pace e silenzio, cercherò di parlare, ma non troppo.

Se per caso cercherai di vedere in me l'unico amico che hai,
cercherò di farti trovare altri amici,
perché non potrei mai darti tutto ciò di cui hai bisogno.

Non voglio essere il tuo unico amico,
sembra bello, però non ti fa bene.

Hai bisogno di altri, come io ne ho bisogno.

Se si spegnerà la tua luce, prendi la mia.
Se la tua pace se ne va, ci sarà ancora la mia, prendila pure.

Se la tua fede si farà confusa, credi con me: in due si crede meglio.

Se avrai paura, uniamo le nostre paure,
forse troveremo il coraggio di vivere.

Allora non ti prometto di non deluderti mai!
Sai che sono umano e perciò posso sbagliare.

Non ti prometto di amarti come vuoi essere amato!
non ti prometto niente di più
che cercare di essere vicino a te e camminare insieme.

Voglio essere il tuo compagno, il tuo amico, il tuo fratello,
senza la presunzione di essere la tua unica forza.

Guardami negli occhi e cerca di immaginarmi come un ponte:
non devi restare in me, devi passare attraverso di me,
perché io sono tuo amico, perché sono tua strada verso l'Infinito,
perché sono il ponte che ti porta all'al di là,
e se non riuscissi a portarti più vicino a Dio,
non sarei stato un vero amico.

Ti voglio per amico.

Pensa a me come a un ponte nel tempo,
dopo di me troverai il vero amico: Dio.

Mi vuoi?


(Padre Zezhino)

OGNUNO DI NOI COMBATTE UNA BATTAGLIA.....

"Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivó per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice. Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.

Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo.

Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita.

Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita.

Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta. L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.

Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da tempo dall'Alzheimer. Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi.
Lui mi rispose che lei non lo riconosceva giá da 5 anni.

Ne fui sorpreso, e gli chiesi 'E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi é lei'?

L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: "Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é lei"

Dovetti trattenere le lacrime...Avevo la pelle d'oca e pensai:

'Questo é il genere di amore che voglio nella mia vita". Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore é l'accettazione di tutto ció che é, é stato, sará e non sará. Le persone piú felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ció che hanno.

La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia. Sii piú gentile del necessario, perché ciascuna delle persone che incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia. "

Amare è lasciare liberi

Una mamma e un bambino stanno camminando sulla spiaggia.

Ad un certo punto il bambino chiede: "Come si fa a mantenere un amore?"

La mamma guarda il figlio e poi gli risponde: "

Raccogli un po' di sabbia e stringi il pugno..."

Il bambino stringe la mano attorno alla sabbia e vede che più stringe piu' la sabbia gli esce dalla mano.

"Mamma, ma la sabbia scappa!!!"

"Lo so, ora tieni la mano completamente aperta... "

Il bambino ubbidisce, ma una folata di vento porta via la sabbia rimanente.

"Anche cosi' non riesco a tenerla!"

La mamma sempre sorridendo: "Adesso raccogline un altro po' e tienila nella mano aperta come se fosse un cucchiaio... abbastanza chiusa per custodirla e abbastanza aperta per la liberta' ".

"Il bambino riprova e la sabbia non sfugge dalla mano ed e' protetta dal vento.


"Ecco come far durare un amore..."

Le sette giare

Molti anni fa c’era un barbiere. Era il barbiere del re. Egli viveva in una piccola casetta con la moglie. Non erano ricchi, ma non erano neppure poveri. Ogni mese il re gli pagava le sue prestazioni e con quel denaro acquistavano tutto quello di cui avevano bisogno.

Tuttavia, il barbiere non era felice. Egli voleva diventare ricco. “Risparmia più soldi che puoi”, diceva alla moglie. “Tu devi avere più monili d’oro. Quando avremo risparmiato abbastanza, ti comprerò una bella collana. Voglio che tu sembri la moglie di un uomo ricco”.

Così i due risparmiarono quanto più soldi potevano. Quando ne ebbero a sufficienza, andarono insieme dall’orefice e acquistarono una collana d’oro.

La donna era monto compiaciuta.

“Adesso cominci a sembrare la moglie di un uomo ricco”, il barbiere le disse.

Ma il barbiere non era ancora soddisfatto. Egli desiderava possedere più oro.

Una sera fece una passeggiata nel bosco vicino a casa.

Si sedette sotto un albero, e come al solito, cominciò a pensare all’oro.

“Vorrei possedere più oro”, diceva fra sé.

In quell’istante sentì una voce. Sembrava provenire dalla cima dell’albero.

“Barbiere, barbiere”, chiamò la voce. “Vuoi diventare ricco ? Vuoi dell’oro?”

“Sì, sì”, urlò il barbiere. “E’ così! Voglio diventare ricco! Voglio dell’oro!”

“Quanto oro vuoi?”, chiese la voce. “Vanno bene sette giare d’oro?”

“Sì, sì”, urlò il barbiere. “sette giare vanno bene! Voglio sette giare d’oro!

“Va bene”, replicò la voce. “Vai a casa barbiere, troverai le sette giare che ti aspettano”.

L'uomo saltò in piedi e corse a casa.

“Sarà vero?”, si chiedeva. “Forse stavo solo sognando. Sette giare d’oro. Ma pensaci!”

Il barbiere correva verso casa.

“Moglie, moglie”, chiamò, appena giunse alla casetta. La donna si affrettò verso la porta. Sorrideva felice.

“Moglie, hai visto qualcosa?”, le chiese.

“Vieni a vedere!”, le rispose.

Lo accompagnò nella stanza.

Sì, sul pavimento c’erano sette giare!

“Sai cosa c’è nelle giare, moglie?”, le chiese.

“Oro, mio caro. Oro! Ora ti faccio vedere!”

Il barbiere prese la prima giara e sollevò il coperchio. Era pieno d’oro.

“Vedi moglie?”, esclamò il barbiere. “Ora siamo ricchi. Abbiamo sette giare piene d’oro!”

Sentendosi felice ed eccitato il barbiere cominciò a ballare per la stanza.

Sua moglie , seduta sul pavimento, cominciò a sollevare i coperchi delle giare, una per una, per vedere l’oro che vi era contenuto.

“Uno, due, tre, quattro, cinque, sei”, contava mentre apriva i coperchi. “Sono piene d’oro. Che meraviglia!”

Quando aprì la settima giara, emise un'esclamazione di sorpresa. L’ultima giara era mezza vuota.

“Questa è mezza vuota!”, esclamò.

“Cosa?”, esclamò il barbiere. “Come mai questa giara è mezza vuota?”

Il barbiere e la moglie osservavano tristemente le sette giare.

“Bene, bene, non si può far nulla, credo”, disse il barbiere alla fine. “Ma perché dovremmo tenerla mezza vuota, moglie? Riempiamola, così sarà come le altre”.

“Riempirla?”, disse sua moglie. “Con cosa la riempiremo?”

“Come, con dell’oro, naturalmente”, rispose il barbiere.

“Dove troveremo abbastanza oro?”, ella replicò.

“Bene, risparmieremo di più”, disse il marito. “E inoltre ci sono i tuoi monili d’oro. Potremo cominciare con quelli. Chiederò all’orefice di fonderli nuovamente. Così potremmo mettere l’oro nella giara.

“Ma, marito”, ella obbiettò, “dicevi che volevi che sembrassi la moglie di un uomo ricco”.

“Sei una stupida”, replicò il barbiere. “E’ vero che i ricchi danno alle loro moglie dei gioielli la indossare, ma questi non sono dei ricconi. Quelli veramente ricchi tengono il loro oro in giare, proprio come queste. Quando avremo sette orci pieni d’oro saremo ricchissimi”.

Il barbiere portò i gioielli della moglie dall’orefice. Questi li fuse in lingotti ed il barbiere li ripose nella settima giara.

Tuttavia la giara non era completamente piena.

“Non spendere così tanti soldi, donna”, le diceva il barbiere. “Mangiamo troppo. Compra meno cibo. Così risparmieremo più denaro!”

La coppia cominciò a mangiare sempre di meno. Entrambi diventarono magri.

Il re si accorse che il suo barbiere era diventato molto magro e sembrava sempre preoccupato.

“Qual è il tuo problema, barbiere?”, un giorno gli chiese il re.

“Perché in questi giorni sei sempre così triste? Sei anche molto dimagrito. Sei malato?”

“No, no, vostra maestà”, replicò il barbiere “Non sono malato. Sono preoccupato per i soldi, ecco tutto”.

“Vedo”, rispose il re. “Ti servono più soldi?”

“Sì, ecco cosa ho bisogno, più soldi”, disse il barbiere.

“Bene – disse il re – Ti raddoppio lo stipendio. Va bene?”

“Oh sì, grazie Vostra maestà”, esclamo il barbiere con gioia. “Adesso tutto andrà per il meglio.

Il barbiere cominciò a risparmiare sempre più soldi. Egli acquistò sempre nuovo oro, ma la giara non si riempiva mai.

“Compra meno cibo – disse il barbiere alla moglie – come possiamo comprare più oro se spendi così tanto per mangiare?”

Il re notò che il barbiere continuava ad apparire triste e preoccupato.

“Barbiere”, esordì il re un giorno, “ti ho raddoppiato lo stipendio ma tu sembri sempre preoccupato. Diventi sempre più magro. Qual è il motivo?”

Il barbiere non sapeva cosa dire. Come poteva spiegare al re che voleva oro, sempre più oro, null’altro che oro?”. Egli non aveva fatto parola a nessuno delle sette giare.

Improvvisamente il re parlò ancora.

“So cosa ti succede”, urlò il re. “Sono le sette giare. Hai ricevuto le sette giare, non è vero?”

Il barbiere rimase attonito.

“Come – come lo sapete, Vostra maestà?”, gli chiese.

Il re rise. “Lo so – rispose – perché anche a me sono state offerte una volta. Ho udito una voce in un albero che me le offriva”.

“Non le avete accettate, allora?” gli chiese l’uomo.

“Sì, le ho accettate”, rispose il re, “ma mi sono accorto immediatamente che qualcosa non andava. La voce mi offrì sette orci pieni d’oro, ma trovai che la settima era piena a metà”.

“E’ così”, esclamò il barbiere, “la settima giara era mezza vuota”.

“Così tornai dalla voce nell’albero – continuò il re – la settima giara è mezza vuota”, dissi.

“Va bene”, replicò la voce, “la settima giara è sempre mezza vuota”.

“Cosa successe allora?”, domandò il barbiere.

“Allora”, continuò il re, “chiesi alla voce se l’oro poteva essere speso o conservato nei contenitori”.

“E cosa rispose?”, chiese il barbiere ansiosamente.

“Non mi rispose nulla!”, rispose il re, “così andai a casa, mi sedetti a riflettere sulle giare”.

“Sì?”, disse il barbiere

“Improvvisamente – continuò il re – capii cosa intendeva la voce quando diceva ‘la settima giara è sempre mezza vuota’. Significava che per quanto mi impegnassi per riempirla, non sarebbe mai potuta essere colmata. Compresi che mi era una trappola tesa, per farmi desiderare sempre più oro. Fino a quando la giara non fosse stata riempita, non si sarebbe mai sopito il mio desiderio per l’oro”.

“Una trappola!”, esclamò il barbiere.

Sì”, continuò il re, “era una trappola. Ma lo compresi. Non mi feci prendere al laccio. La settima giara era la ‘giara del desiderio’, e più ottieni l’oro che desideri, e più aumenta il tuo desiderio”.

“Come usciste dalla trappola?”, chiese il barbiere.

“E’ stato molto semplice”, replicò il re. “Andai ancora una volta all’albero e dissi alla voce: ‘Riprenditi le tue sette giare d’oro. Non le voglio’ ”.

“E cosa successe?”, chiese il barbiere.

“’Bene’, disse la voce”, rispose il re. “’Le riprenderò indietro.’ E quando tornai a casa, le giare erano sparite”.

“Così la settima giara non può essere riempita”, disse il barbiere, pensieroso. “Ne siete veramente sicuro, Vostra maestà?”

“Su questo non ci sono dubbi”, replicò il re. “Rendi quelle giare, barbiere, prima che sia troppo tardi. Sei magro e malato. Quale bene ti potrà venire da questo desiderio per sempre più oro? Rendi quelle giare, ti dico, prima di incappare in problemi ancora più gravi.”

Il barbiere era molto spaventato dalle parole del re. Corse ancora una volta dall’albero nella foresta e chiese alla voce di riprendersi le sette giare.

“Tutto bene, lo farò”, rispose la voce.

Quando il barbiere tornò a casa, le sette giare erano sparite. E con quelle, naturalmente si era volatilizzato tutto l’oro che il barbiere aveva risparmiato – e anche tutti i gioielli di sua moglie!

Il vecchio saggio

Un uomo ricevette, una volta, la visita di alcuni amici.
"Vorremmo tanto che ci insegnassi quello che hai appreso in tutti questi anni," disse uno di loro.
"Sono vecchio," rispose l'uomo.
"Vecchio e saggio," disse un altro. "In fin dei conti, ti abbiamo sempre visto pregare durante tutto questo tempo. Di cosa parli con Dio? Quali sono le cose importanti che Gli dobbiamo chiedere?"
L'uomo sorrise.
"All'inizio, avevo il fervore della gioventù, che crede nell'impossibile. Allora, mi inginocchiavo davanti a Dio e gli chiedevo che mi desse le forze per cambiare l'umanità.
"A poco a poco, mi sono accorto che era un compito superiore alle mie forze. Allora ho cominciato a chiedere a Dio che mi aiutasse a cambiare ciò che mi circondava."
"In tal caso, possiamo garantirti che il tuo desiderio è stato esaudito in parte," disse uno degli amici. "Il tuo esempio è servito per aiutare molta gente."
"Ho aiutato molta gente con il mio esempio; ma sapevo, comunque, che non era la preghiera perfetta. Solo adesso, alla fine della mia vita, ho capito qual era la richiesta che avrebbe dovuto essere fatta fin dall'inizio."
"E qual è questa richiesta?"
"Che io fossi capace di cambiare me stesso."

Il rabbino

Un rabbino passava la vita a insegnare che le risposte sono dentro noi stessi. Ma i suoi fedeli insistevano nel consultarlo su tutto ciò che facevano.
Un giorno, il rabbino ebbe un'idea: mise un cartello sulla porta di casa sua con su scritto: "RISPONDO A OGNI DOMANDA PER 100 MONETE."
Un commerciante decise di pagare. Consegnò il denaro al rabbino, commentando:
"Non pensate che sia caro chiedere tanto per una domanda?"
"Certo," disse il rabbino. "E ho appena finito di rispondere a una. Se volete sapere qualcos'altro, pagate altre cento monete. Oppure cercate la risposta in voi stesso, che è più economico e più efficace."
Da quel giorno, non lo disturbarono mai più.

Il merlo

Un vecchio merlo trovò una mollica di pane e volò via portandosela appresso. Visto ciò, gli uccelli più giovani accorsero per attaccarlo. Di fronte al combattimento imminente, il merlo abbandonò la briciola di pane nella bocca di un serpente, pensando fra sé e sé: "Quando si è vecchi, si vede la vita in un'altra maniera: ho perso il mio cibo, è vero, ma posso trovare dell'altra mollica di pane domani. "Invece, se avessi insistito nel portarmela via, avrei scatenato una guerra nel cielo. Il vincitore sarebbe stato invidiato, gli altri si sarebbero armati per combatterlo, l'odio avrebbe colmato il cuore degli uccelli e questa situazione sarebbe potuta durare per molto tempo. "La saggezza della vecchiaia è questa: saper scambiare vittorie immediate con conquiste durature."

Cambio di vita

Miie Tamaki decise di abbandonare tutto ciò che faceva - era economista - per dedicarsi alla pittura. Per anni cercò un maestro adatto, finché trovò una donna specialista in miniature, che viveva nel Tibet. Miie lasciò il Giappone e si trasferì sulle montagne tibetane, per apprendere ciò che gli serviva.
Andò ad abitare con la sua insegnante, che era estremamente povera.
Alla fine del primo anno, Miie si recò in Giappone per alcuni giorni e tornò nel Tibet con le valigie piene di doni. Quando la sua insegnante vide ciò che lui aveva portato, scoppiò a piangere e pregò Miie di non tornare più nella sua casa, dicendo:
"Prima, il nostro rapporto era di uguaglianza e di amore. Avevi un tetto, del cibo e i colori. Adesso, portandomi questi doni, hai creato fra di noi una differenza sociale. Se esiste questa differenza, non possono esistere comprensione e dedizione."

Il vecchio samurai

Vicino a Tokyo viveva un grande samurai, ormai anziano, che si dedicava a insegnare il buddismo zen ai giovani. Malgrado la sua età, correva la leggenda che fosse ancora capace di sconfiggere qualunque avversario.

Un pomeriggio, si presentò un guerriero, conosciuto per la sua totale mancanza di scrupoli. Era famoso perché usava la tecnica della provocazione: aspettava che l'avversario facesse la prima mossa e, dotato com'era di una eccezionale intelligenza che gli permetteva di prevedere gli errori che avrebbe commesso l'avversario, contrattaccava con velocità fulminante.

Il giovane e impaziente guerriero non aveva mai perduto uno scontro. Conoscendo la reputazione del samurai, egli era lì per sconfiggerlo e accrescere in questo modo la propria fama.
Tutti gli allievi si dichiararono contrari all'idea, ma il vecchio accettò la sfida.
Si recarono tutti nella piazza della città e il giovane cominciò a insultare il vecchio maestro. Lanciò alcuni sassi nella sua direzione, gli sputò in faccia, gli urlò tutti gli insulti che conosceva, offendendo addirittura i suoi antenati. Per ore fece di tutto per provocarlo, ma il vecchio si mantenne impassibile. Sul finire del pomeriggio, quando ormai si sentiva esausto e umiliato, l'impetuoso guerriero si ritirò.
Delusi dal fatto che il maestro avesse accettato tanti insulti e tante provocazioni, gli allievi gli domandarono:
"Come avete potuto sopportare tante indegnità? Perché non avete usato la vostra spada, pur sapendo che avreste potuto perdere la lotta, invece di mostrarvi codardo di fronte a tutti noi?"
"Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?" domandò il samurai.
"A chi ha tentato di regalarlo," rispose uno dei discepoli.
"Lo stesso vale per l'invidia, la rabbia e gli insulti," disse il maestro. "Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li portava con sé."

Perchè le persone gridano

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:

"Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?"

" Gridano perchè perdono la calma" rispose uno di loro.

" Ma perchè gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.

" Bene, gridiamo perchè desideriamo che l`altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.

E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"

Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò: " Voi sapete perchè si grida contro un`altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l`uno con l`altro. D`altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè?

Perchè i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l`amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E` questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano." Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perchè arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

(Mahatma Gandhi)

Il cavallo

Si racconta che il bel cavallo di un saggio un giorno sfondò la porta della stalla e fuggì via. Ai vicini di casa che andarono da lui per compatirlo rispose con un dolce sorriso: “Magari è un bene”. Sei mesi dopo il cavallo fece ritorno insieme a dieci cavalli selvaggi che lo avevano eletto a capo branco. Quando i vicini casa accorsero a congratularsi con lui, il saggio rispose: “Magari è un male”. Il figlio del saggio cercò di domare uno di quei cavalli. Ma il cavallo indomito lo scaraventò per terra. Il giovane si ruppe una gamba e rimase zoppo per tutta la vita. Il saggio disse ai vicini venuti a consolarlo: “Magari è un bene”. Scoppiò la guerra e tutti i ragazzi del villaggio furono costretti ad arruolarsi nell’esercito, tutti tranne il figlio del saggio, perchè era zoppo…

Il professore

Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti, quando la classe incominciò a zittirsi prese un grande barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf,chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi risposero che lo era.

Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di maionese, lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti tra le palline da golf.
Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.

Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò aggiungendola nel barattolo, ovviamente la sabbia si sparse ovunque all'interno.
Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime "si".

Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e aggiunse il loro intero contenuto nel barattolo andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia; gli studenti risero.

"Ora", disse il professore non appena la risata si fu placata, voglio che consideriate questo barattolo come la vostra vita:

Se voi mettete nel barattolo la sabbia per prima non ci sarà spazio per la ghiaia e nemmeno per le palle da golf, lo stesso vale per la vita, se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi.

Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità; giocate con i vostri bambini,
godetevi la famiglia e genitori fin che ci sono.... portate il vostro compagno/a fuori a cena... e non solo nelle occasioni importanti ! Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti.

Prendetevi cura per prima delle palle da golf, le cose che contano davvero.

Fissate le priorità... il resto è solo sabbia."

Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino.

Il professore sorrise: "Sono felice che tu l'abbia chiesto, serve solo per mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita, ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico".

Ragazzino


Un ragazzino il cui vicino, un signore di più di ottant'anni, era da poco rimasto vedovo. Notando il vecchietto nel suo giardino, in lacrime, il ragazzo aveva scavalcato lo steccato, gli si era messo sulle ginocchia e vi era rimasto per lungo tempo.

Una volta tornato a casa, la madre gli chiese che cosa avevwaaw detto a quel pover'uomo.
"Niente," rispose il bambino. "Lui aveva perduto sua moglie, e questo doveva essere un grande dispiacere. Io sono andato solo ad aiutarlo a piangere."

Il miglior amico è colui col quale puoi stare seduto in riva al mare, passeggiare sulla spiaggia, senza dire una parola, e quando vai via senti come se è stata la miglior conversazione mai avuta.
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